Aigo Confesercenti Grosseto: rallentano i flussi turistici. Cosa si può fare?

Aigo Confesercenti Grosseto: rallentano i flussi turistici. Cosa si può fare?

Il Presidente Dell’Orco: “Il turismo è ormai un’industria complessa e, come tale, richiede competenze, organizzazione, innovazione e una visione strategica”

Il rallentamento dei flussi turistici registrato in alcune aree della Maremma non può essere spiegato soltanto con l’inflazione, il caro vita, o le temperature particolarmente elevate. Sono certamente fattori che incidono sulle scelte delle famiglie, ma non giustificano da soli le difficoltà di un territorio, considerando che altre destinazioni italiane continuano a crescere e ad attrarre nuovi visitatori. Anche per questo partirà a breve la quarta edizione del sondaggio di Confesercenti Maremma&Turismo, per saggiare il polso della situazione raccogliendo le opinioni degli operatori.

Ad intervenire nel dibattito sull’andamento e sul futuro del turismo maremmano è Giancarlo Dell’Orco, presidente di Aigo Confesercenti Grosseto, l’associazione che rappresenta il tessuto ricettivo extra-alberghiero. «Il turismo è ormai un’industria complessa – afferma Dell’Orco – e, come tale, richiede competenze, organizzazione, innovazione e una visione strategica. Il turista non ha smesso di viaggiare: è diventato più esigente e più attento al rapporto tra qualità e prezzo. Cerca autenticità, servizi efficienti, accessibilità ed esperienze capaci di dare valore al soggiorno».

Non è quindi più sufficiente promuovere singolarmente una spiaggia, un borgo o una manifestazione. È necessario costruire una destinazione organizzata, nella quale le diverse componenti dell’offerta siano coordinate e facilmente accessibili.

«La Maremma dispone di un patrimonio straordinario – prosegue Dell’Orco – ma continua spesso a presentarsi in maniera frammentata. La costa e l’entroterra non sono ancora pienamente integrati in un’unica proposta turistica. Mobilità, agricoltura, cultura, ambiente, commercio, residenzialità e servizi vengono frequentemente affrontati come settori separati, mentre dovrebbero concorrere alla costruzione di un unico progetto territoriale».

Il valore turistico di una destinazione, secondo Dell’Orco, dipende anche dalla qualità della vita garantita alle comunità locali. Servizi pubblici efficienti, collegamenti, cura degli spazi, attività commerciali, iniziative culturali e accessibilità non sono elementi utili soltanto ai visitatori, ma contribuiscono a rendere il territorio più vivibile e attrattivo durante tutto l’anno. Un ulteriore tema riguarda il posizionamento e la promozione sui diversi mercati: «Il marchio Maremma esprime un’identità territoriale forte e riconoscibile e può essere particolarmente efficace sul mercato nazionale e di prossimità. Sui mercati internazionali, però, la nostra principale forza competitiva resta il brand Toscana, tra i marchi turistici più conosciuti e apprezzati al mondo».

La strategia più efficace non dovrebbe quindi essere quella di disperdere risorse nel tentativo di affermare all’estero un marchio completamente autonomo, ma di presentare la Maremma come una delle esperienze più autentiche, distintive, selvagge e ancora da scoprire della Toscana.

«Dobbiamo utilizzare la notorietà internazionale della Toscana per raccontare ciò che rende unica la Maremma: il paesaggio, i borghi, la costa, le produzioni agricole, l’enogastronomia, la natura, le tradizioni e l’ospitalità diffusa. Ma questi elementi devono essere organizzati e trasformati in prodotti turistici concreti, acquistabili e facilmente fruibili».

Altri territori italiani hanno dimostrato che gli investimenti nella qualità dell’offerta, nella valorizzazione delle comunità, nelle produzioni locali e nella progettazione integrata possono generare risultati importanti. La Maremma rischia invece di perdere competitività qualora non riesca ad affrontare tempestivamente le trasformazioni legate alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, alla concorrenza internazionale e ai nuovi modelli di consumo turistico.

«La vera sfida non consiste nell’organizzare un numero maggiore di eventi o nel promuovere separatamente le singole località – sottolinea Dell’Orco –. Occorre superare i confini amministrativi, creare collegamenti stabili tra costa ed entroterra, costruire prodotti turistici integrati e investire nelle competenze degli operatori e delle istituzioni».

Per Aigo Confesercenti diventa quindi essenziale una governance stabile, capace di coinvolgere amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni di categoria e soggetti della promozione in un progetto comune.
«Finché prevarranno individualismo, frammentazione e assenza di pianificazione strategica, sarà difficile rendere la Maremma una destinazione realmente competitiva. Non possiamo più considerare il turismo come una semplice attività stagionale: è un’industria che richiede investimenti, innovazione, cooperazione e continuità nelle scelte».

«Il futuro della Maremma – conclude Giancarlo Dell’Orco – dipenderà dalla nostra capacità di condividere una visione e di trasformare il patrimonio territoriale in un’offerta organizzata e contemporanea. Solo così potremo rafforzare l’identità maremmana e valorizzarla pienamente all’interno del grande brand internazionale rappresentato dalla Toscana».

Confesercenti Grosseto inviterà gli imprenditori a dire la loro attraverso la quarta edizione del sondaggio online Maremma & Turismo, a partire da metà settembre, per raccogliere gli umori anche nella coda della stagione estiva, dato che il turismo fuori stagione è chiaramente in crescita, ma a differenza delle scorse tre edizioni, il sondaggio sarà limitato ai comuni di interesse turistico che andranno al voto nel 2027: Castiglione della Pescaia, Grosseto, Orbetello e Pitigliano; con l’intento di stimolare il dibattito pubblico alla vigilia delle prossime campagne elettorali, sui temi cari agli imprenditori del turismo e commercio rappresentati dall’associazione di categoria Confesercenti.

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