Le Commissioni “Politiche dell’Unione europea” di Camera e Senato hanno approvato e pubblicato venerdì 28 ottobre 2026 due pareri motivati contrari all’attuale impostazione della proposta di Regolamento europeo COM(2026) 599 sull’Affordable Housing Act.
I due distinti pareri confermano molte delle criticità evidenziate da AIGO Confesercenti rispetto alla possibilità di introdurre restrizioni uniformi sulle locazioni brevi e sull’utilizzo degli immobili diversi dall’abitazione principale.
Entrambe le Commissioni riconoscono la necessità di aumentare la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili, ma ritengono che la crisi abitativa debba essere affrontata intervenendo innanzitutto sulle sue cause strutturali. Le priorità indicate sono l’ampliamento dell’offerta, il recupero degli immobili inutilizzati, lo sviluppo dell’edilizia sociale e studentesca, la semplificazione delle procedure urbanistiche e l’introduzione di maggiori garanzie per i proprietari nelle locazioni residenziali.
Camera e Senato: no a criteri uniformi e restrizioni automatiche
Il Senato considera la proposta europea non conforme al principio di sussidiarietà, poiché introduce criteri uniformi e disposizioni direttamente applicabili in una materia che coinvolge prevalentemente competenze nazionali, regionali e locali.
Le principali riserve riguardano le soglie europee utilizzate per individuare le aree sottoposte a tensione abitativa, il potere attribuito alla Commissione europea di modificarle mediante atti delegati e la scelta di ricorrere a un regolamento, ritenuto troppo rigido rispetto alle profonde differenze esistenti tra i mercati immobiliari locali.
La Camera contesta più ampiamente la conformità della proposta ai principi di attribuzione, sussidiarietà e proporzionalità. Evidenzia, in particolare, l’assenza di una base di dati sufficientemente consolidata per dimostrare un rapporto diretto tra locazioni brevi e carenza di abitazioni.
Secondo la Commissione XIV della Camera, eventuali limitazioni dovrebbero essere adottate soltanto come ultima soluzione, sulla base di una verifica effettiva delle condizioni del singolo territorio. Occorre inoltre utilizzare una pluralità di indicatori, distinguere chiaramente tra attività occasionale e professionale ed evitare una frammentazione delle discipline locali che potrebbe aumentare l’incertezza normativa e il contenzioso.
Entrambe le Commissioni sostengono pertanto la necessità di privilegiare strumenti più flessibili, come una direttiva, orientamenti interpretativi o una cornice minima di garanzie procedurali.
AIGO: politiche per la casa prima delle restrizioni
Il pronunciamento di Camera e Senato accoglie molte delle osservazioni presenti nel documento depositato da AIGO Confesercenti.
Il disagio abitativo costituisce un problema reale, ma non può essere affrontato trasferendone indistintamente il costo sui piccoli proprietari, sulle strutture extralberghiere e sulle microimprese regolari.
Locazioni turistiche, bed and breakfast, affittacamere, case e appartamenti per vacanze, attività occasionali, property manager e offerta abusiva rappresentano realtà differenti, che non possono essere assimilate né sottoposte automaticamente alle stesse misure.
AIGO sostiene regole chiare, trasparenza, piena applicazione del Codice identificativo nazionale e contrasto all’abusivismo. Le restrizioni alle locazioni brevi devono però costituire l’ultima soluzione, da valutare soltanto dopo aver attivato politiche capaci di aumentare concretamente l’offerta residenziale, incentivare il recupero degli immobili inutilizzati e offrire maggiori garanzie ai proprietari.
Una particolare attenzione deve essere riservata ai borghi, alle aree interne e alle destinazioni stagionali, nelle quali l’ospitalità diffusa contribuisce al recupero del patrimonio immobiliare, sostiene l’occupazione e favorisce la permanenza delle attività economiche e dei servizi.
Il pronunciamento di Camera e Senato rappresenta quindi un risultato politico importante: le locazioni brevi non possono essere indicate come responsabili automatiche della crisi abitativa in assenza di dati completi, di una verifica del rapporto causale e di un’adeguata valutazione degli effetti economici e sociali delle restrizioni.
AIGO chiede ora al Governo di sostenere questa posizione nel negoziato europeo e di assicurare un coordinamento nazionale che eviti regolamentazioni comunali disomogenee e limitazioni prive di dati, proporzionalità e verifica degli effetti.
L’Associazione continuerà a richiedere il coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative del comparto nelle successive fasi del confronto europeo e nella definizione delle politiche nazionali, affinché siano conciliati il diritto all’abitare, la tutela della proprietà, la libertà d’impresa e la competitività turistica dei territori.
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