Confesercenti Trentino, BITM: terza giornata focus su mobilità. Il 18 novembre la giornata di chiusura con Vittorio Messina Presidente di Assoturismo Nazionale

Oggi focus sulla mobilità alpina e su malghe e alpeggi come presidi turistici ed economici

Terza giornata per la 23esima edizione della BITM Borsa del turismo montano – Giornate del turismo montano, in programma a Trento, presso il Museo delle Scienze, fino a, domani, venerdì 18 novembre, con un programma di conferenze e appuntamenti che cercheranno di ragionare attorno al tema, come recita il titolo della manifestazione, dei “Piccoli territori, grandi eccellenze”.

A moderare i convegni: il direttore scientifico della Bitm, Alessandro Franceschini e la giornalista Linda Pisani. A partecipare: ospiti nazionali, esperti, protagonisti del mondo del turismo, amministratori e operatori economici pronti a confrontarsi per una settimana sul tema del futuro del turismo, con particolare attenzione a quello che interesserà i territori di montagna.

La manifestazione, promossa da Confesercenti del Trentino e dalla Provincia autonoma di Trento, vede la collaborazione del Comune di Trento, delle categorie economiche del territorio e di molti soggetti pubblici e privati che si interfacciano con il mondo del turismo.

I convegni della BITM stanno affrontando il tema del turismo da una prospettiva ecologica, visto che il 2022 è stato proclamato anno Onu dello sviluppo sostenibile della montagna. Si è discusso di come aumentare la consapevolezza dell’importanza di uno sviluppo sostenibile; del rapporto tra territorio e grandi eventi, con un occhio puntato alle Olimpiadi invernali del 2026; del tema della crisi energetica in relazione al paesaggio e al turismo.

Oggi al centro del dialogo il tema delle malghe d’alta quota, che rappresentano un importante patrimonio di lasciti materiali e culturali, costituiti da architetture, paesaggi, prodotti, pratiche, che possono essere opportunamente proposte anche sul mercato turistico; e, non da ultimo, il nodo dell’accessibilità alle località turistiche che deve imporre una nuova mobilità alpina. Domani si terrà la sessione conclusiva dedicata ad una sintesi dei contenuti emersi durante la manifestazione: «Le sfide dei territori di montagna: dalla globalizzazione alla specializzazione» a cui seguirà un confronto con le categorie economiche e la presenza di discussant di alto profilo.

“I territori di montagna – dice Alessandro Franceschini – possono giocare un ruolo importante. La montagna, proprio per le sue caratteristiche precipue ha da sempre ospitato delle comunità che hanno inventato modi originali di sopravvivenza, dando luogo ad un patrimonio materiali di usi e di tradizione che rappresentano oggi vere e proprie nicchie di eccellenza: dall’ambiente alle culture; dall’architettura al paesaggio; dalla enogastronomia alle tradizioni. Agli operatori turistici spetta raccogliere la sfida e costruire nuovi progetti capaci di sostenere un turismo più rispettoso e consapevole”.

Nel primo convegno, dedicato alle malghe, all’alpeggio e al paesaggio, Annibale Salsa, antropologo, ha lanciato un alert: “Stiamo attenti a non entrare nell’ottica di Heidi: l’alpeggio ha sicuramente un grande fascino, e può rappresentare un valore aggiunto per il turista alla ricerca di autenticità. La stessa parola Alpi che indica la catena montuosa più importante d’Europa e forse del mondo deriva da Alpe, che significa pascolo. È un elemento su cui bisogna riflettere. Negli ultimi anni, nella tarda modernità questo mondo dell’alpe era stato visto come la rappresentazione del mondo di ieri, un mondo che rischiava di essere cancellato dall’ipermodernità, che tende a omologare e a livellare. Per fortuna non è stato così. Oggi c’è un nuovo interesse nei confronti dell’agricoltura, che contribuisce a costruire un paesaggio culturale, che ha un fascino e una forte attrattività”.

Massimo Tomasi, direttore della CIA – Agricoltori Italiani del Trentino, si è soffermato sul rapporto tra agricoltura e turismo: “Dove il turista passeggia, per l’agricoltore è un luogo di lavoro. Sono luoghi caratterizzati, delicati, che devono affrontare continuamente delle sfide. Se in passato erano legate alla gestione e all’utilizzo, nel tempo ne sono giunte altre, come la presenza di grandi carnivori che hanno sconvolto la modalità di operare. Ci sono poi difficoltà nel trovare persone per lavorare. Abbiamo anche un problema relativo alle norme che fanno sempre più fatica a capire le necessità; se a livello provinciale c’è una vicinanza a questi ambiti, man a mano che ci si allontana diventa più difficile”.

Sono seguiti poi gli interventi tecnici che hanno portato ad un’analisi attenta del futuro del lavoro dell’alpeggio con Luciano Rizzi, presidente dell’Azienda per il Turismo della Val di Sole: “Dobbiamo muoverci con responsabilità, nel rispetto delle normative e delle leggi. Quello che oggi va fatto è dare in gestione le malghe a chi non lavora solo per profitto ma alza l’asticella del comparto e quindi punta sulla qualità del prodotto”. Per Francesco Gubert, maestro assaggiatore ed esperto in sistemi lattiero-caseari: “Possiamo dire che il formaggio di malga trentino ha avuto un miglioramento molto forte negli anni. Poi il tema è raccontarlo, emozionare il pubblico attraverso il prodotto. Dopodiché inciampiamo sempre in quella che è la possibilità di venderlo. Dove lo possiamo comprare? La nostra possibilità è questa: far circolare il prodotto. Bisogna poi lavorare sui produttori, che devono essere convinti che il loro prodotto può arrivare lontano. Terzo tema è quello della qualità della gestione, la qualità ambientale che sta dietro alla produzione”.

Carlo Battista Mazzoleni, responsabile comunicazione Storico Ribelle – Centro Bitto, ha portato la sua esperienza da fuori regione. “Storico Ribelle è un marchio recente. Bitto prima di essere il nome di un formaggio è il nome di un torrente. E lì si capisce quanto rientra il territorio in un prodotto alimentare. Lì entrano in gioco la qualità, la cultura casearia di una zona, che è data non solo dalle condizioni climatiche, ma anche da fatti storici. Nei secoli si è sviluppato un formaggio che è diventato un punto di riferimento per i produttori di formaggi della zona e 800 forme sono conosciute nel mondo perché si è voluto tenere Bitto fermo su una tradizione non fine a sé stessa ma che sapesse dare un valore aggiunto”.

Cosi Andrea Merz, responsabile del Servizio Agricoltura della Provincia Autonoma di Trento: “Dobbiamo contestualizzare il concetto di malghe. I pascoli in Trentino rappresentano circa l’8% del territorio trentino; il nostro contesto è un contesto alpino, montano, il vivere la montagna, i pascoli e l’alpeggio ha contribuito a un rallentamento della crescita del bosco. Per fermare la crescita del bosco l’unico modo era far crescere le malghe. La Provincia Autonoma di Trento ha cercato di incentivare la crescita dell’alpeggio. E questo ha fatto sì che ci fosse una ripresa, che però deve andare di pari passo con una valorizzazione del formaggio e del latte di malga. Ci sono esempi virtuosi, è anche vero che la qualità importante, ma la quantità è fondamentale per creare un volano. Molto si potrebbe fare, molto è già stato fatto”.

Manuel Penasa, dirigente Centro Istruzione e Formazione della Fondazione E. Mach ha delineato l’importanza della formazione in un viaggio che ha portato nelle malghe di una volta. “Com’erano le malghe all’inizio del 900? Cesare Battisti descriveva una situazione non ideale, una scarsa disponibilità di strumenti per fare formaggio. Situazioni diverse da quelle che conosciamo oggi. Animali meno produttivi, tecniche di mungitura passate, condizioni igienico-sanitarie molto diverse da quelle che conosciamo oggi. La formazione allora c’era? Assolutamente sì e l’istituto agrario San Michele è nato nell’800 perché c’erano grandissimi problemi sanitari in agricoltura, e c’era la necessità di fare formazione. I cambiamenti necessitano di formazione. Roberto Tezzele, direttore U.O. Igiene e sanità pubblica veterinaria APSS si è soffermato sulla sicurezza. “i prodotti di malga devono essere sicuri, è un prerequisito. Come facciamo a riprodurre in un ambiente come la malga un prodotto che abbia le stesse certezze sanitarie di prodotti creati altrove? Ci sono delle regole comunitarie che sono nate agli inizi degli anni 2000, proprio in seguito di gravi crisi sanitarie, dall’afta alla diossina, in un momento in cui consumare dei prodotti sanitari costituiva un grosso rischio per il consumatore”.

Infine gli interventi di Gianluca Cepollaro, responsabile di TSM – STEP Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio: “Il concetto di paesaggio ci aiuta molto a capire l’estensione del concetto di qualità di cui stiamo parlando. Lo stesso paesaggio, negli ultimi anni ha visto un’estensione della sua portata da ciò che è distante, la cartolina, il panorama, a ciò che è connesso”. Giancarlo Cescatti, direttore dell’Azienda per il Turismo della Val di Fiemme, Pinè, Cembra: “Sempre più chi vive nelle città europee ha bisogno di staccare la spinta, e poche cose permettono di farlo quanto le nostre malghe. Il ruolo di chi presiede il territorio con la loro attività di alpeggio è fondamentale. Queste persone permettono che un territorio potenzialmente ostile sia fruibile, anche per il turismo”.

Il secondo tema della giornata ha guardato alla mobilità alpina anticipato dalla voce delle categorie economiche.

Così Roberto Busato, direttore di Confindustria Trento: “Viviamo in un territorio la cui caratteristica principale è la bellezza. Ma dobbiamo fare in modo di valorizzare tutti insieme questa bellezza, e uno dei modi è pensare una mobilità più sostenibile. È stato presentato all’ultima assemblea il tema transizione sostenibile, e qui abbiamo cercato di individuare alcuni suggerimenti, per aprire un dibattito su alcune tematiche che potrebbero migliorare il territorio. Abbiamo parlato anche di mobilità: è emerso che se da un lato non abbiamo una rete ferroviaria efficiente, se noi andiamo a vedere il tema dell’ambiente, in cui da sempre ci fregiamo di essere meglio di altri, sulla mobilità i dati non ci dicono questo Mancano ferrovie, la rete ferroviaria non è efficiente. Se noi vediamo anche gli investimenti sull’elettrico, siamo al 14° posto tra le regioni come auto elettriche. Se andiamo a vedere il numero di colonnine presenti nel nostro territorio siamo al penultimo posto, davanti alla Basilicata. Aldi Cekrezi, direttore di Confesercenti del Trentino: “Ragionare a 5 anni è domani, ragionare a 10 è dopodomani, ragionare a 30 anni devi avere un’immagine, devi fare degli investimenti che devono essere legati al territorio, che è sacro. Cito un esempio: tutti avete visto il teatro di Trento, un’opera fantastica, l’entrata principale da via Oss Mazzurana è quell’antica; l’entrata estiva con il teatro rovesciato colpisce e stupisce i turisti, è un’idea innovativa e lungimirante. L’invito che faccio è quello di trovare delle soluzioni lungimiranti, che se sono vincenti portano commercio, sviluppo e benessere, che è un obiettivo di tutta la comunità”.

A susseguirsi anche gli interventi di:
Michil Costa, ecologista e albergatore ladino: “Io immagino un’unica regione alpina ad amministrazione autonoma, immagino dei territori transnazionali. E nell’attesa che tutto ciò si verifichi si richieda fin da subito un ministro delle Alpi competente. Qui dobbiamo mettere radicalmente delle idee”.

Massimo Girardi, presidente dell’Associazione Transdolomites: “Siamo un’associazione di volontari che si occupa di mobilità e di sostenibilità. Una visione di rete. Nei tempi passati essere sognatore era dispregiativo. Ma se non abbiamo una visione del futuro che va oltre a qualche anno… dobbiamo guardare al di là della nostra vita biologica. In passato c’erano idee, c’era ambizione di crescere, perché in montagna c’era fame, non c’erano soldi, ma c’era una volontà politica. Cosa è successo? Una parte è stata realizzata, una parte è stata dismessa… Il futuro sarà la bolgia del traffico stradale? In questa situazione collassa anche il trasporto pubblico. Rendere più efficiente e riorganizzare il territorio: quello che viaggia su strada è inefficiente, occupa suolo, porta poche persone. Le soluzioni di trasporto collettivo riusciamo a organizzare il trasporto in modo più ordinato e a liberare il territorio. La ferrovia non va considerata solo come infrastruttura.

Mariangela Franch, economista e Docente dell’Università di Trento: “Ho avuto l’onere e l’onore di collaborare al piano di sviluppo di Trento 2022-32. Cosa porto qui oggi? Dei concetti importanti di questo piano decennale che guarda al futuro: Trento Città hub: come snodo di persone, di merci e di dati, un luogo che facilita questo passaggio. Come mai Trento? Perché dal punto di vista turistico è un punto di passaggio. Di dati perché a Trento c’è un grosso centro universitario, un sistema, e quindi la possibilità di diventare e di essere già uno snodo per utilizzare al meglio i dati, a supporto delle categorie. Persone? Trento città gate: un passaggio, un cancello che si apre e si chiude per andare da un’altra parte. L’idea è che il piano diventi una possibilità di aprire verso tutti i territori del trentino, e verso le varie offerte turistiche, che ci sia un’osmosi tra Trento e il territorio fuori Trento, e viceversa”.

Giuseppe Scaglione, architetto e docente dell’Università di Trento: “Eugenio Turri raccontava nelle sue riflessioni come la metropoli sia risalita attraverso le valli verso la montagna, primo significativo cambiamento che ha alterato le connessioni. De Matteis, in suo saggio MetroMontagna indaga le relazioni tra la valle e la cima, e fa emergere come l’una sia necessaria all’altra; la montagna è il respiro della metropoli, la metropoli è il posto in cui la montagna trova alimento a livello organizzativo, tecnologico, commerciale e quant’altro”.

Camillo Bozzolo, direttore Sviluppo Aviation Gruppo SAVE si è soffermato sul termine “rottura di carico”. “La montagna ha avuto un appeal incredibile negli ultimi anni. La montagna aveva delle stagionalità a Natale e in estate, e tutte le destinazioni montane hanno fatto un marketing mostruoso per promuovere la propria destinazione. Non è solo offrire l’hub. Shanghai è l’unica città che ha un treno a levitazione magnetica, shanghai-aeroporto in 7 minuti. Un treno talmente scarno in termini di qualità, che viene utilizzato da poche persone. Quando si fanno vedere i trenini che girano in svizzera, sono trenini di un certo tipo. Se vogliamo dare quella che è un’offerta senza inquinamento, deve essere di qualità. Ecco cosa intendo per ‘rottura di carico’: quando un passeggero atterra dopo 10 ore di volo e scende in aeroporto per prendere un taxi o un treno, non possiamo offrire servizi a bassa qualità”.

Sara Boscolo, ricercatrice di Eurach Research Bolzano: “Il concetto di identità del territorio è fondamentale perché consente di creare coesione e dare un’identità forte con il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse, sia della popolazione, sia delle diverse categorie, per un’identità in cui tutte le categorie si riconoscono. Per favorire processi di co-creazione per lo sviluppo di progetti”.

Infine la voce dei territori

Oskar Schwazer, direttore dell’Azienda per il Turismo Garda Dolomiti: “Al giorno d’oggi quando si parla del Lago di Garda bisogna parlare anche di traffico e di mobilità. Sappiamo che oggi il turismo viene visto da alcuni che abitano intorno al lago di Garda come un certo peso. Non abbiamo una soluzione immediata. Il Garda sarà molto fortunato, abbiamo una prospettiva. Abbiamo già un fatto, non solo un sogno, più della metà dell’opera è già stata realizzata, e soprattutto per il lago di Garda avrà un impatto non da poco. Il Lago di Garda si avvicina a breve al bacino più alto spendente d’Europa. Quando aprirà la galleria del Brennero, inizialmente pensata per un trasporto di merce, avremo dei treni che dobbiamo fare in modo si fermino anche a Rovereto.

Daniela Vecchiato, direttrice dell’Azienda per il Turismo Alpe Cimbra ha messo in evidenza che l’accessibilità deve includere. “Nel momento in cui parliamo di inclusività parliamo di qualcuno che è diverso e quindi abbiamo pensato di eliminare il termine inclusività. Non parliamo di inclusività, ma includere. È stato un percorso lungo per far capire che chi ha un problema fisico o mentale ha semplicemente esigenze diverse. In questi 10 anni abbiamo lavorato moltissimo per rendere fruibile il prodotto turistico esistente. Lo abbiamo fatto partendo dalla stagione invernale, soprattutto con attenzioni a livello di SkiArea. Quando si parla di accessibilità dei territori turistici l’albergo è l’ultimo dei problemi. Serve una cultura dell’accessibilità. È un percorso che aiuta a comprendere come in questa visione, quando pensiamo alle cose, non dobbiamo pensarle e renderle inclusive, dovremmo tornare alle cose affinché siano accessibili per tutti”.

Domani, venerdì 18 novembre la TERZA GIORNATA CONCLUSIVA
9.00-12.00
LE SFIDE DEI TERRITORI DI MONTAGNA: DALLA GLOBALIZZAZIONE ALLA SPECIALIZZAZIONE

La pandemia ha accentuato un trend che si era diffuso negli ultimi anni, quello del turismo slow. Si è determinata una nuova consapevolezza del viaggiare responsabile che richiede operatori turistici in grado di raccogliere la sfida di costruire progetti di viaggio volti alla riscoperta delle bellezze dei territori di prossimità e capaci di sostenere la crescita della domanda dei viaggiatori di un turismo più rispettoso e consapevole. In questo senso, quali sono le potenzialità dei territori di montagna? Quale etica è necessaria affinché sviluppo e turismo possano crescere in maniera armoniosa?

Interventi istituzionali
Elisabetta Bozzarelli | Assessora con delega in materia di politiche giovanili, formazione, istruzione, cultura, biblioteche e turismo del Comune di Trento
Roberto Failoni | Assessore all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo della Provincia autonoma di Trento
Wolfger Mayrhofer | Vice-Segretario generale del Segretariato della Convenzione delle Alpi
Vittorio Messina | Presidente nazionale di Assoturismo

Sintesi dei temi della XXIII edizione della BITM
Alessandro Franceschini | Responsabile scientifico di BITM

Discussione
Giovanni Battaiola | Presidente dell’Associazione Albergatori ed Imprese Turistiche della Provincia di Trento
Giovanni Bort | Presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia Trentino
Paolo Calovi | Presidente della CIA – Agricoltori Italiani del Trentino
Stefano Debortoli | Vice Presidente Vicario dell’Associazione Artigiani Trentino
Lorenzo Delladio | Vice Presidente di Confindustria Trento
Luca Oliver | Presidente delle Acli Trentine
Mauro Paissan | Presidente di Confesercenti del Trentino
Italo Monfredini| Vice Presidente Vicario della Federazione Trentina della Cooperazione
Mauro Leveghi | Presidente del Film Festival della Montagna città di Trento
Silvio Barbero | Cofondatore di Slow Food e Vice Presidente Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
Luciano Rizzi | Coordinatore dei presidenti delle Aziende per il Turismo del Trentino

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