Una modifica attesa dalle imprese del turismo open air riduce le penalizzazioni per errori dichiarativi quando il tributo è stato correttamente riscosso e versato. Ma per Assocamping serve ora una riforma più ampia del sistema.
Imposta di soggiorno: un primo passo verso maggiore equità
Dal 1° gennaio 2027 entrerà in vigore un nuovo regime sanzionatorio per le violazioni relative alla dichiarazione dell’imposta di soggiorno. La novità è contenuta nel Decreto Legislativo n. 147/2026 e rappresenta un intervento atteso da tempo dalle imprese turistiche, comprese le strutture dell’open air, che negli anni hanno segnalato l’eccessiva severità delle sanzioni applicate anche in presenza di un correto versamento del tributo. Le modifiche sono illustrate nella circolare dell’Ufficio Legislativo di Confesercenti e trovano riscontro nelle posizioni espresse da AIGO e Assoturismo sul tema.
La disciplina vigente, infatti, ha spesso equiparato situazioni molto diverse tra loro, applicando sanzioni particolarmente elevate anche nei casi in cui il gestore avesse regolarmente riscosso e riversato l’imposta ai Comuni, omettendo o ritardando esclusivamente la presentazione della dichiarazione annuale.
Con la riforma, le sanzioni vengono invece collegate al tributo effettivamente non versato, secondo un criterio maggiormente coerente con il principio di proporzionalità. Si tratta di un cambiamento significativo per un comparto che svolge un importante ruolo di collaborazione con gli enti locali nella gestione dell’imposta di soggiorno.
Un risultato positivo, ma non sufficiente
Assocamping Confesercenti valuta positivamente questa revisione normativa, che recepisce una criticità più volte evidenziata dalle associazioni di categoria. Tuttavia, la riforma delle sanzioni rappresenta soltanto un primo passo.
Permangono infatti numerosi aspetti che richiedono un confronto tra Governo, Comuni e rappresentanze delle imprese turistiche. Tra questi, la forte disomogeneità dei regolamenti comunali, le differenti modalità di dichiarazione e rendicontazione richieste sul territorio nazionale, la mancanza di principi applicativi uniformi, la scarsa trasparenza sull’utilizzo del gettito e l’esigenza di garantire che le risorse raccolte siano effettivamente reinvestite nello sviluppo turistico delle destinazioni. Tali criticità sono state più volte evidenziate nei documenti programmatici di AIGO e Assoturismo Confesercenti.
La richiesta di Assocamping
Per questo motivo Assocamping Confesercenti auspica l’apertura di un tavolo nazionale di confronto dedicato all’imposta di soggiorno, con l’obiettivo di costruire una disciplina più semplice, uniforme e trasparente.
Le imprese del turismo open air non contestano il principio dell’imposta di soggiorno, ma chiedono regole chiare, proporzionate e omogenee, insieme a una maggiore trasparenza nella destinazione delle risorse e a un coinvolgimento delle associazioni rappresentative nei processi di definizione delle regole locali. Un sistema più equilibrato consentirebbe di valorizzare meglio il contributo che campeggi e villaggi turistici offrono allo sviluppo economico e turistico dei territori.
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