NCC: Federnoleggio Confesercenti, Governo tenga conto della sentenza della Corte di Giustizia UE sulle autorizzazioni NCC in Spagna

NCC: Federnoleggio Confesercenti, Governo tenga conto della sentenza della Corte di Giustizia UE sulle autorizzazioni NCC in Spagna

“È auspicabile che il Governo italiano tenga in considerazione questa sentenza e cerchi almeno di rendere meno rigida ed antiquata la propria legislazione NCC. Chiediamo un incontro con il Governo per ottenere quel minimo adeguamento legislativo dovuto alle nostre PMI NCC ed alla dignità del nostro Paese”.

Così Luigi Pacilli, presidente di Federnoleggio Confesercenti, associazione che tutela migliaia di PMI NCC italiane, commentando la sentenza della Corte di Giustizia UE che, nell’agglomerato urbano di Barcellona,  ha ritenuto contraria al diritto comunitario la limitazione del numero di licenze per noleggio veicoli con conducente.

“Il nostro Paese dovrebbe adeguarsi alla decisione sovranazionale ma non è semplice. Infatti, la sentenza della Corte di Giustizia UE riguarda normativa ed azienda spagnole e la legislazione italiana NCC è una pecora nera in Europa, violando da anni il diritto comunitario NCC. A titolo esemplificativo e non esaustivo, una delle più eclatanti violazioni è l’obbligo imposto agli operatori di custodire i dati personali sensibili dei passeggeri, in palese contrasto con il diritto alla privacy, come più volte sancito dal GDPR”.

“Inoltre, il numero delle autorizzazioni NCC e delle licenze Taxi dovrebbe adeguarsi alla domanda e alla crescita demografica, commerciale e turistica. Da noi però non c’è un rapporto automatico e diretto tra i contingenti NCC e Taxi ma sono i Comuni che devono bandire e rilasciare autorizzazioni NCC. Anche in questo caso, a titolo esemplificativo e non esaustivo, Roma non bandisce e rilascia autorizzazioni NCC da 30 anni e Milano da 50”.

“Il contingente NCC rimane per questo sotto organico rispetto alla sempre crescente domanda di mobilità, spesso vergognosamente inevasa, come evidenziato dai media. Nel 2019 il Governo ha tuttavia inserito finalmente l’istituzione del REN Registro Elettronico Nazionale NCC vetture, come esiste da anni per NCC bus. Pregevole iniziativa che ci avrebbe reso almeno un poco più europei, creando un quadro chiaro ed univoco dei titoli in esercizio e di quelli ancora necessari, costituendo una guida anche per i Comuni per eventuali nuovi bandi e rilasci. Purtroppo, nonostante la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, queste norme non sono mai state applicate”.

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